Datemi pure del razzista ma ho qualche domandina da fare all’ex prefetto…

Sono abituato da una vita ad essere controcorrente, a trovarmi in minoranza, anzi, per usare un’espressione diffusa nelle mia koiné, che è anche il titolo di un magnifico libro di uno dei miei Maestri, Piero Buscaroli, “dalla parte dei vinti”. Sono cinquant’anni circa che mi sento dare, per il semplice fatto di essere dichiaratamente di destra, del “fascista”, accusa che non mi fa una piega, perché molti aspetti del primo Fascismo, quello rivoluzionario, non quello che non si è piegato alla Chiesa e a logiche piccolo borghesi con i Patti Lateranensi, non quello che è diventato stupidamente e squallidamente razzista con l’alleanza suicida con Hitler e con le infami leggi razziali del 1938, io li sento tremendamente attuali e validissimi, in una concezione di destra sociale come la mia.

Per cui se qualcuno mi darà anche del “razzista” (ultimamente una fanciulla del West mi ha dato del sessista e del misognino, ma la cosa non mi ha fatto un plissé) continuerò tranquillamente a dormire la notte. E magari sognare un mondo migliore di quello, per molti versi schifoso, in cui ci tocca vivere oggi.

Ciò premesso, vorrei tanto rivolgere al Ministro degli Interni, sorprendentemente rimasta ministro anche con il nuovo governo del demiurgo Super Mario Draghi, dopo esserla stata, in maniera a mio avviso pessima, nel precedente governo di mister pochette, una sommessa domanda.

In questo periodo giro spesso in treno, e mi è capitato talvolta, ad Asti una volta e una volta a Trento, mentre attendevo nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria, non vestito come uno straccione, credo con l’aria da persona perbene non da profugo, o da clochard, con tutto il doveroso rispetto per entrambi, di ricevere da forze di Polizia la richiesta di presentare i documenti. Per controlli, dicevano quando mi hanno approcciato.

Bene, alla “simpatica” ministra, che ha come fiore all’occhiello, si fa per dire, il primato di aver fatto aumentare a dismisura, rispetto a quando Ministro degli Interni era altro personaggio, che non mi piace, ma almeno ha provato a rendere meno facile l’invasione in corso, il numero di sbarchi di disperati (e non) arrivati da ogni dove, vorrei chiedere una cosa molto semplice.

Gentile ministro ex prefetto, posso chiederle perché la stessa richiesta di mostrare i documenti che è stata fatta a me cittadino italiano, che paga le tasse, che è nato in questo Paese, la stessa richiesta di spiegare ai tutori dell’ordine cosa ci facessi ad Asti e a Trento, non viene fatta alle torme di giovani di colore, dal fisico ben tornito, con I Phone costosi che io non posso permettermi, scarpe griffate, che incontro viaggiando in treno e che ho trovato ieri sera, almeno una cinquantina, rumorosi, presi a bere birra e schiamazzare, alle 19 uscito dalla stazione di Bergamo di ritorno da Torino?

Perché su questi sfaccendati, che spesso e volentieri mostrano di non essere scappati da nessuna guerra, da nessuna fame o carestia, che sono arrivati qui da noi non si sa come e perché e non si sa cosa facciano, come vivano, di cosa vivano, dove abitino, ma che popolano, spesso in maniera pittoresca (eufemismo), le nostre città, le periferie difficili, non le zone residenziali dei ricchi che votano PD, non viene esercitato lo stesso doveroso controllo di polizia che viene fatto, non si sa bene perché, sui cittadini italiani?

Perché a questi che, secondo qualche stordita, sarebbero delle “risorse”, persone che salverebbero le nostre pensioni, viene concesso di tutto, godono di una specie di immunità, di zona franca? In base a quale logica, a quale ragionamento che non sia carità pelosa e buonismo opportunista (a chi fa comodo sfruttare questa manodopera disperata a basso prezzo? A quali sottofondi delle cooperative e del mondo strano del no profit che in realtà approfitta?) risponde la cosiddetta “logica” dell’accoglienza ad ogni costo, dell’avanti sbarcate che gli italiani hanno un cuore grande? Ma anche due palle gonfie…

Ci faccia capire Ministro Lamorgese e già che c’è ci faccia capire, sor Salvini, come può accettare di appoggiare un governo dove agli Interni siede ancora un ministro di cui (giustamente) ha detto peste e corna prima della formazione del Draghi 1?

Gli italiani, tanti italiani, che non hanno l’anello al naso, che non sono razzisti, fascisti, nazisti, solo perché dicono che ne hanno piene le scatole di questo stato di cose intollerabile, attendono risposte. E mi sa che se queste risposte non arriveranno, finiranno inevitabilmente per incazzarsi. E quando le persone si incazzano, sono capaci di tutto. Non solo di votare, come spero saremo in molti a fare, quando finalmente potremo votare, l’unica forza politica che ha detto no al governo con maggioranza bulgara, e che è coerente e non accetta compromessi, ma, magari di venire a Roma. E non solo per visitare il Colosseo, mangiare abbacchio e pajata e godersi er ponentino… Ministra avvisata…

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