Per Gerardo Greco, l’operaio Guido Rossa ucciso dalla mafia e non dalle Brigate Rosse

Se pensavate che la rete televisiva campione nello sport dell’informazione a senso unico, o meglio, della disinformazione ad uso e consumo delle sinistre, fosse Rai 3, dovete rivedere le vostre idee.

Ormai la rete televisiva campione di faziosità non è quella inventata da gente di sinistra, ma con i controco…..i come Angelo Guglielmi e Sandro Curzi (quello di Telekabul, il Tg 3 talmente schierato a sinistra che a confronto il super berlusconiano TG 4 di Emilio Fede appariva obiettivo), e poi diretta, sempre peggio, da personaggetti come Andrea Vianello, Daria Bignardi e Franco Di Mare, ma è il canale proprietà di un potente e furbo tycoon come Urbano Cairo. Cresciuto alla scuola del cavaliere di Arcore, ora presidente del Torino e con in mano un potere immenso, visto che è non solo l’editore de La 7, ma del gruppo Rizzoli Corriere della Sera. Alla faccia del conflitto di interessi.

Gli esempi di faziosità e di schieramento a sinistra dei programmi di (dis)informazione de La 7 sono innumerevoli. Basta assistere ad una sola puntata di Otto e mezzo della frequentatrice delle riunioni del Gruppo Bilderberg, la pasionaria suditirolese Dietlinde Gruber, o a Di Martedì di Floris, o al programmino goliardico gauchiste del venerdì sera di tale Diego Bianchi, in “arte” Zoro, denominato Propaganda live, o la livorosa Piazza Pulita del santoriano Corrado Formigli o Tagadà di Tiziana Panella, per capire che aria tiri nell’informazione, se così vogliamo chiamarla, della rete di Cairo.

Guardo raramente questi programmi, seguo regolarmente solo il TG de La7, perché almeno Enrico Mentana è bravo e confeziona il migliore telegiornale disponibile insieme al Tg 2 (altro che il governativo, lugubre Tg 1, il frivolo Studio aperto, l’inutile Tg 4 – ridateci Fede che almeno ci si divertiva! – o il Tg 5!). Ed evito accuratamente, le volte che mi è capitato di vederne spezzoni avrei buttato il televisore dalla finestra, L’Aria che tira, il programma condotta da un’altra campionessa della sinistra Myrta Merlino.

Che, non si sa bene grazie a quali meriti, forse il suo costante schieramento a sostegno del PD, è stata premiata ora da un altro programma, in onda la domenica pomeriggio, L’aria di domenica.

Non avevo mai guardato un solo minuto di questo programma, dopo aver letto che la Merlino aveva imbarcato tra i collaboratori uno dei personaggi più squallidi del panorama della sinistra faziosa e comunista, il vignettista Vauro Senesi. Uno che si era già fatto “apprezzare” come ospite, autore di vignette ributtanti, dei programmi di Michele Santoro. Che non si capisce, bravo com’è, fazioso ma professionalmente straordinario, perché non lavori più in Rai…

Questo pomeriggio, stavo facendo zapping, sono incappato su La 7 nel momento in cui stavano ricordando il grande Paolo Rossi, scomparso pochi giorni fa, e mi sono fermato ad ascoltare.

Si parlava del 1982, anno del trionfo nel Mondiale di calcio anche grazie ai gol straordinari di Pablito, e prese la parole uno dei collaboratori del programma, il giornalista con trascorsi Rai e Mediaset (dove durò poco e si fece notare per ascolti bassissimi e una conduzione del Tg 4 ridicola) Gerardo Greco. Uno che ha un curriculum di tutto rispetto alle spalle e da agosto di quest’anno è diventato consulente per i programmi d’informazione de La7.

Greco doveva raccontare cosa fosse accaduto di importante negli anni precedenti al trionfo Mundial del 1982 e ha parlato dell’omicidio Moro e di altri fatti luttuosi e terribili di quegli orribili anni di piombo e giunto al 1979 ha ricordato l’omicidio dell’eroico operaio e sindacalista comunista Guido Rossa, ucciso, come sanno tutti, dalle Brigate rosse comuniste. Un omicidio efferato che costrinse il PCI a cambiare radicalmente l’atteggiamento nei confronti del terrorismo e lo portò a riconoscere nei brigatisti “compagni che sbagliano” usciti dall’”album di famiglia” della sinistra comunista.

Ammazzato dalle Brigate Rosse comuniste il povero Guido Rossa, ma il creativo Gerardo Greco, non si sa bene se per ignoranza, per una svista, oppure per non ricordare a chi era davanti ai teleschermi e magari ignora la storia degli anni in cui si urlava per le strade “uccidere un fascista non è reato” e veniva abbattuto a sprangate un giovane come Sergio Ramelli, colpevole di militare nel Fronte della Gioventù, che gli assassini erano brigatisti comunisti, cosa si è inventato? Ha detto che Guido Rossa è stato ucciso dalla Mafia. Vergogna!

Di fronte ad uno svarione del genere viene solo da chiedersi: ma Greco ci è o ci fa? E cosa aspettiamo, italiani di buona volontà non schierati a sinistra, che non hanno ancora consegnato il cervello all’ammasso, a boicottare La 7, a non guardare un solo minuto dei programmi di questa emittente, dopo aver mandato una mail di sdegno a questi indirizzi e-mail?

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