Uno dei più grandi poeti del nostro tempo… l’autore di Hallelujah

Quattro anni fa, ieri, si spegneva a Los Angeles, ottanduenne, uno dei più grandi cantautori del Novecento, il canadese Leonard Cohen. Inutile ricordare i suoi innumerevoli capolavori, da Suzanne del 1966 a The Partisan, So long Marianne, Chelsea Hotel # 2, A thousand kisses deep, Tower of song, Take this waltz, Dance me to the end of love, I’m your man, You want it darker, Anthem, ecc-

La sua canzone più famosa, scritta per un album pubblicato nel 1984, è però Hallelujah, song che ha richiesto anni di lavoro e che ha una complessità, letteraria più che musicale, notevole, che conferma la statura di Cohen come pensatore non solo come musicista.

Chi ha scritto un capolavoro del genere rimarrà in eterno nella memoria di chi ama la musica…

Di Hallelujah vi propongo diverse versioni, una, memorabile, live in London, quando l’autore aveva già una settantina d’anni e le sue interpretazioni avevano raggiunto un’intensità da predicatore e da profeta biblico,

Poi quella celeberrima, incisa per la prima volta nel 1994, da un altro grandissimo poeta e musicista Jeff Buckley

E a seguire due versioni di interpreti femminili di grande sensibilità, la giovane irlandese Lisa Hannigan, una giovane cantautrice, per anni a fianco a Damien Rice, che adoro e di cui scriverò presto

E poi la nostra bravissima furlana Elisa

Infine per chiudere, due omaggi strumentali, quello del grandissimo violoncellista francese Gautier Capuchon

e quello struggente, voce e contrabbasso, della cantante e strumentista americana Myriam Phiro

God bless you Leonard and thanks for your music…

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