Una cronaca sincera della manifestazione di ieri a Udine

Monta, in tutta Italia, da nord a sud, la protesta popolare, spontanea, incontenibile, che quasi sempre si esprime in forme civili e purtroppo a volte degenera, cosa che non dovrebbe mai accadere, in forme violente, contro questo governo infame e delegittimato che con il pretesto dell’emergenza da coronavirus vuole invece bloccare e mettere fuori gioco e fuori legge il dissenso.

Da una cara amica e lettrice, di cui per prudenza taccio il nome, limitandomi alle sue iniziali, S.B., ricevo questa testimonianza sulla manifestazione che ieri si è svolta ad Udine in Piazza XX Settembre, e di cui la stampa mainstream, irregimentata e conformista come il Messaggero Veneto, dà notizia in questi termini che si commentano da soli…

La stampa di regime come ad esempio il Messaggero Veneto dice di “molti senza mascherina” ma non è vero…forse una ventina. In verità erano presenti un migliaio di persone se non di più. Rari gli anziani. Famiglie con figli poche, fascia di età adulta sui 40/60 per lo più. Pochissimi i giovani sui 20/30 anni (malissimo). Ha iniziato a parlare con un megafono (ero alle sue spalle a pochi metri) una donna che lavora in Comune in non ricordo quale ambito, salita su una panchina in mancanza di altro. Premetto che tutti coloro che hanno preso la parola non è stato pressoché facile ascoltarli (male) per via di come è avvenuta la comunicazione (sarebbe stato meglio sopra delle cassette nel centro della piazza per permettere a tutti di sentire). Qualche camionetta di polizia e carabinieri attorno, le forze dell’ordine tranquille con basco in testa e casco appeso in vita, segno che se ci si riunisce civilmente non succede nulla (bene). Dopo 15 minuti è scoppiato un fumogeno rosso in mezzo alla piazza, un po’ di timore, qualcuno se n’è andato, la maggior parte di noi non si è nemmeno mossa.

Sotto il “palco” davanti alla panchina dove parlava la donna avevano lasciato uno spazio per telecamere di tv e microfoni di radio e fotografi e qualche poliziotto in borghese con giubbotto antiproiettile e faccia da duro. Ci sta, dai… Poi sono iniziati gli interventi alla cazzo, come previsto… Un idiota in piedi accanto a chi parlava con cartello e parole senza senso come “vendo casa….e vado in Austria..”. Tra la folla si è fatto spazio uno che gridava come un ossesso, forse un po’ tossico e, ho sentito dire, con partita Iva, laureato in filosofia, nichilista, sui 60 anni.

Poi hanno preso la parola alcune donne, spiegando la loro personale situazione professionale (male, non devi raccontare la storia della tua vita ma coinvolgere trattando temi attuali e dell’immediato futuro, non il singolo ma il gruppo senza distinzioni di sorta). Anche l’arte oratoria ha un suo perché ed un suo peso e qui era abbastanza assente con il rischio che i presenti non ti ascoltino (male). Ovviamente hanno usato termini come cazzo e bestemmie varie, ma siamo in Friuli e la regione non è terra di affabulatori e di comprovato spessore culturale (male). E poi non tenere toni civili e usare parolacce e blasfemie ti fa scendere di tono e perdere credibilità, a parer mio.

Un altro botto improvviso senza fumo davanti a un negozio della piazza. Qualche bandiera patriottica e mascherina tricolore (quelli di Casa pound, il biciclettaro sotto casa mia appartiene a quella fazione politica). Si è urlato libertà-anarchia-ribelliamoci e teniamo aperto tutto! Mi incateno alle serrande della mia attività. Fin dall’inizio hanno dato vita a un piccolo teatrino i personaggi di Bianconiglio, mi dicono una sorta di attività ricreativa che organizza feste per bambini. Mandavano una canzoncina registrata che ha creato solo fastidio di sottofondo. Poi un tizio in mezzo alla piazza armato di megafono ha malamente urlato un testo rap per narrare i fatti quotidiani (mah!).

Mi sono intrattenuta inizialmente con il dottor Antonio Miclavez in compagnia dei suoi tre piccoli figli maschi. Qualche altro amico qua e là. Chi ha parlato non ha mai fatto riferimento ai dati sanitari (alterati) e ai metodi scarsamente attendibili (tamponi) che stanno usando. Ma qui ci vorrebbe un complesso discorso a parte e io “sono di parte”. Nessuno ha fatto riferimento all’uso improprio di tutti i media e che ci farebbe tanto bene e tanto meglio non accendere la tv o non leggere i giornali (che finora hanno fatto solo danni) ma optare per una informazione alternativa e più tecnica e approfondita. Ma anche qui io sono di parte.

Alle 20.15 ho salutato una mia amica che mi ha fatto compagnia per quasi tutto il tempo e ho trotterellato verso casa per mangiarmi i cappucci bio viola in insalata e le mie squisite polpette al forno, con impasto di pane carne noce moscata aglio prezzemolo dadini di pancetta simile ai canederli…

Quanto a quello che scrive il Messaggero Veneto, è vero, eravamo accalcati perché stare in 1500 in una piazza del genere non è possibile restare ad un metro di distanza. Allora avremmo fatto la loro volontà, essere presenti in pochi, ovvero in 100.

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