Un giornalista del Messaggero Veneto di Udine spiega cosa dovrebbe fare Conte

Da una cara lettrice di Udine, Stefania Bissatini, molto attiva nei movimenti spontanei che nella sua città e a Trieste stanno manifestando, pacificamente, senza derive violente, contro lo squallido (s)governo dell’avvocatucolo con la pochette, ricevo queste riflessioni fatte sulla sua pagina Facebook (social cui non ho accesso perché i “democratici” gestori hanno pensato bene di cancellarmi la pagina e impedirmi l’accesso) da Mattia Pertoldi, giornalista del Messaggero Veneto di Udine, attivo  anche su Twitter, Linkedin e Instagram.

Condividendo, alla virgola, quello che afferma, ho pensato bene di pubblicarle perché anche i lettori del mio blog possano conoscere il suo libero pensiero.

Credo, sommessamente, che tutto questo casino nelle piazze – ovviamente parlo della brava gente, dei professionisti che manifestano in pace non di quella gentaglia che spacca tutto e va arrestata – si potrebbe (almeno parzialmente) risolvere se Conte, o ancora meglio Brusaferro (presidente dell’Istituto Superiore di Sanità), venisse in televisione a spiegare come stanno le cose agli italiani trattandoli come adulti. Cioè con numeri e grafici, non con paternali.

Serve qualcuno che spieghi bene, ad esempio:

– quanti contagi ci sono stati nelle palestre, quanti nei bar, quanti nei trasporti, quanti sul lavoro, quanti in famiglia etc etc…

– età media dei deceduti, con quante malattie pregresse, differenze tra regione e regione…

– situazione delle Terapie intensive rispetto alla disponibilità nel singolo territorio con età media e provenienza, tempo tra contagio e ricovero, situazione generale del ricoverato…

– ricoveri “ordinari” con percentuale di occupazione, età media etc etc…

– percentuali di asintomatici, paucisintomatici, sintomatici e gravi, cluster attivi…

– investimenti effettuati negli scorsi mesi

– prospettive da qui ai prossimi mesi con i vari scenari

– tempi medi di guarigione

– raffronto con gli altri Paesi

Il tutto facendo tacere tutta quella masnada di virologi in televisione

Cioè fare capire concretamente il perché delle scelte.

Senza cambiare idea ogni settimana con un Dpcm diverso.

Trattando gli italiani non come bambini piccoli, ma come adulti vaccinati (no-vax a parte).

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