Ecco perché vi racconterò, se vorrete seguirmi, le mie pene d’amor perdute…

Elisa nella sua bella presentazione (bella come è lei, anzi splendida…) l’ha detto: in questo blog parlerò anche d’amore. Dell’amore in senso lato, perché amare ed essere amati è la benzina che alimenta e consente di muoversi a quelle “speciali autovetture” che in fondo siamo, e del mio rapporto con l’amore. Delle mie esperienze in tema d’amore, non perché io sia un Don Giovanni, tutt’altro, non ho né le physique du rôle né l’età, ma perché in questo indimenticabile 2020 me ne sono capitate alcune, in tema d’innamoramento e amore, che penso siano paradigmatiche della difficoltà di vivere un rapporto d’amore, tra un uomo e una donna (nulla in contrario a chi vive storie d’amore omosessuali, ma io preferisco ancora Juliette Binoche ai pur affascinanti Hugh Grant o Colin Firth…), in questi mala tempora che currunt

Non voglio introdurvi a forza, ci mancherebbe, negli affari miei, in fondo se una matura parisienne si è divertita a danzare sul mio cuore con tacchi a spillo e scarponi chiodati sont mes affairs, come dicono en France; se mi sono imbattuto (ancora, non mi sono bastati otto anni con un’altra, stile ottovolante, up and down continui, passaggi repentini dal cielo azzurro splendente alla grandine, al temporale, all’uragano?) in una polacca bizzarra, che forse pensava, perdonatemi la battuta un po’ pesante, di avercela solo lei e si prendeva molto sul serio, troppo…, è perché sono un pirla e un inguaribile, romantico ingenuo.

Ma mi piacerà, se vorrete leggermi, beh, se il tema e le mie pene d’amore perdute non vi interessano, potete tranquillamente passare oltre, raccontarvi di me. E chiedere a voi lettrici di aiutarmi a capire. Perché vorrei tanto capire, anche per non ripetere eventuali errori, ormai sono andato oltre e ho elaborato il lutto e il “paracarro” ricevuto in loco…

Sono vicende tra il bizzarro, il curioso, il comico, il patetico, che farà bene soprattutto a me stesso, come una forma di auto-terapia (gli psicologi e psichiatri costano un botto, e non me li posso permettere…), come una specie di liberazione, mettere su carta, pardon, su Internet.

Poi si Elle leggerà (mi piace pensare che anche se disparue, Madame C. continui a leggermi come faceva fino ad un mese e mezzo fa..) e vorrà mettersi una mano sulla coscienza (non è cattiva, mi dico, è solo un po’ confusa, sofferente, disorientata, o forse vuole consumare una crudele vendetta, con sottile perfidia, forse è solo una capricciosa 61enne molto parigina, anche se vive da anni nella mia Milano..) e vorrà farsi viva e guardandomi negli occhi, non al telefono, spiegarmi, bene, altrimenti, come continuo a ripetermi, come mi ha detto più volte un’amica sincera, la bellissima Francesca, langhetta in Versailles, tant pis pour elle. Ma per ora è ancora, il cuore sanguina ancora un po’, tant pis pour moi

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